Si moltiplicano le azioni legali della RIAA (l’associazione dei discografici USA) contro le Web company che utilizzano in modo improprio o illecito i brani musicali protetti da copyright su Internet. Contemporaneamente al ricorso presentato contro Aimster (vedi news), l’organizzazione di categoria ha preso di mira anche Launch Media, nonostante ben tre major musicali (Warner Music, EMI e Sony) posseggano azioni nella società. L’azienda fornisce un servizio di musica in streaming che, secondo i ricorrenti, consente al pubblico un grado di interattività non previsto dagli accordi di licenza in vigore: il programma in questione, denominato Launchcast e lanciato a fine 1999, permette infatti agli utenti di esprimere un giudizio sui brani inclusi nelle playlist, così da graduarne la frequenza di ascolto. L’unica major a non essere ricorsa contro Launch Media è la Warner, il cui accordo con la società consentirebbe anche questo tipo di utilizzo. Un portavoce di Launch Media ha affermato che il servizio (per il quale è in sviluppo anche una versione wireless destinata ai telefoni cellulari) è stato temporaneamente sospeso, in attesa di risolvere la vertenza con l’industria discografica.