Che ci fa alla RTI, cellula musicale del gruppo Mediaset, una riot grrrl arrabbiata e anarchica come Ani Di Franco? E Billy Bragg, da quindici anni cantore appassionato dei sentimenti e delle rivendicazioni del proletariato britannico, non si troverà a disagio, quando gli faranno notare che in Italia i suoi dischi saranno pubblicati dall’etichetta di un magnate del capitalismo, per di più leader dello schieramento politico di centro-destra? Nel mondo musicale succede anche questo, e non è escluso che la cosa passi del tutto inosservata. Anzi, è probabile che, sotto il profilo del business, il contratto che la RTI Music sta chiudendo in questi giorni con la britannica Cooking Vinyl finirà per risultare fruttuoso per entrambe, e dunque anche per gli artisti coinvolti nell’operazione (tra questi molti esponenti del folk rock britannico e irlandese come Rory McLeod, Davy Spillane e la Oyster Band, un altro gruppo fortemente politicizzato; ma anche i gloriosi XTC di Andy Partridge, che dovrebbero pubblicare il loro primo album per la indie inglese nel giugno dell’anno prossimo).<br> La RTI infatti è oggi la maggiore casa indipendente italiana , e dopo avere vissuto per anni su compilation, sigle e personaggi televisivi, sta cercando di costruirsi un catalogo, un cast artistico e un’immagine credibile sul mercato. Sul piatto può mettere una indiscussa solidità finanziaria, un accesso facilitato alla promozione televisiva (le chiamano sinergie...), una rete di vendita autonoma e i galloni conquistati sul campo con il successo del nuovo album dei Prodigy, pubblicato in Italia dall’indipendente Discopiù ma distribuito, appunto, dalla casa di Cologno Monzese. Un biglietto da visita più che convincente per la piccola Cooking Vinyl, che come tante altre indies britanniche e americane ha sofferto fino ad oggi di una distribuzione carente e di una promozione pressoché inesistente sul mercato italiano (sotto l’ombrello RTI finiranno contemporaneamente altri marchi della scena indipendente, come le americane VelVel e Razor & Tie).<br> Quanto alle divergenze ideologiche, un compromesso si trova sempre: del resto, proprio in questi giorni anche Paolo Rossi sta debuttando con il suo nuovo show televisivo sulle reti di Berlusconi...