L'Italia è ancora una volta compresa nella "Watch List" dei Paesi che la International Intellectual Property Alliance (IIPA) statunitense tiene sotto osservazione in quanto giudicati incapaci di fornire un'adeguata ed efficace protezione della proprietà intellettuale delle imprese e dei titolary di copyright residenti negli Usa. L'ente americano, che include l'associazione dei discografici Recording Industry Association of America (RIAA), colloca tra le nazioni più a rischio non soltanto le solite Cina e Russia ma anche il vicino Canada, dove le leggi sul copyright sono decisamente più lassiste che negli Usa (tanto da permettere a società di Web hosting locali di attrarre clienti statunitensi con la promessa di non subire le restrizioni e i controlli imposti dal Digital Millennium Copyright Act). Gli altri Paesi inclusi nella "Priority Watch List" dell'IIPA sono Argentina, Cile, Costa Rica, India, Indonesia, Thailandia e Ucraina. La "Watch List" include invece 23 Paesi, dei quali otto di area europea o transcontinentale: oltre all'Italia, Bielorussia, Grecia, Kazakistan, Romania, Spagna, Svizzera e Turchia. Creata nel 1984 per rappresentare gli interessi di tutte le industrie del copyright operanti negli Stati Uniti, l'IIPA include, oltre alla RIAA, l'Association of American Publishers, la Business Software Alliance, la Entertainment Software Association, la Independent Film & Television Alliance, la Motion Picture Association of America (MPAA) e la National Music Publishers' Association (NMPA).