Non c’è pace per la società di Johnny Deep, nuovo bersaglio privilegiato dell’industria dell’entertainment americana dopo il ridimensionamento forzato di Napster. Quasi contemporaneamente all’azione che ha visto coalizzarsi contro Aimster numerosi autori ed editori musicali (vedi news), anche la potente organizzazione degli studios cinematografici americani, Motion Picture Association of America, si è mossa contro il sito che consente lo scambio di file audio e video senza utilizzare server centrali (vedi news) promuovendo una causa in cui accusa la Web company di violazione dei copyright, concorrenza sleale e indebolimento dei marchi rappresentati. Secondo la MPAA, che nell’azione in giudizio rappresenta le major Columbia, Disney, Metro-Goldwyn Mayer, Paramount, Sony Pictures, Twentieth Century Fox e Universal City Studios, Aimster ha permesso ai suoi utenti di mettere liberamente in circolazione su Internet copie non autorizzate di pellicole in prima visione come “The mummy returns” e “A knight tale”. L’associazione di categoria ha richiesto di conseguenza a una corte distrettuale californiana l’immediata sospensione del servizio e danni pari a 150 mila dollari (il massimo consentito dalla legge) per ogni opera copiata illegalmente. <br> Il software di Aimster si appoggia a servizi di instant messaging presenti su Internet e consente di navigare attraverso reti di “file sharing” come Napster e Gnutella.