E' morto lo scorso 16 febbraio all'età di 70 anni a Stinson Beach, in California, a causa di un tumore, Jon McIntire, manager dei Grateful Dead tra gli anni Settanta e Ottanta: benché la band capitanata da Jerry Garcia abbia cambiato, nel corso della propria carriera, più di un agente, il nome di McIntire rimane indissolubilmente legato a quello del gruppo grazie all'istituzione dei Deadhead, la fedelissima comunità di fan devota agli alfieri del rock della Bay Area. La sua intuizione - poi divenuta prassi, anche nel marketing extra-musicale - si concretizzò nel 1971, quando in allegato al disco "Grateful Dead" (noto anche con la denominazione "Skull and roses") inserì un talloncino che recitava: "Fan dei Dead, unitevi! Chi sei? Di dove sei? Come stai? Mandateci il vostro nome e indirizzo, e noi vi terremo informati". Con questa mossa, secondo gli storici del rock, McIntire fece nascere il fenomeno poi passato agli annali come Deadhead, ovvero quello che in molti ritengono il legame più forte mai intercorso tra una rock band e il proprio pubblico. In origine analista di sistemi per una compagnia assicurativa, il manager decise verso la fine degli anni Sessanta di cambiare completamente vita, divenendo - dal 1970 - l'agente a tempo pieno dei Grateful Dead, che anche grazie al suo operato videro "Workingman's dead" e "American beauty" (entrambi pubblicato proprio nel '70) diventare rapidamente dei classici. "Era incredibilmente garbato e controllato, un vero signore", lo ha ricordato il biografo più accreditato dei Grateful Dead, Dennis McNally, al quale ha fatto eco Cameron Sears, che prese il suo posto nel 1989: "Quando entrava in uno stanza, era capace di illuminarla. Nato a Mt. Vernon, Illinois, nel 1941, McIntire studiò alla Washington University prima di unirsi alla "migrazione hippie" verso ovest dei primi anni Sessanta: fine intellettuale - oltre che brillante uomo d'affari - il manager fu per lungo tempo membro del direttivo della Rex Foundation, la società benefica fondata dagli stessi Deads.