Gli exploit internazionali di Andrea Bocelli, protagonista proprio in questi giorni della scalata alle classifiche americane, sigillano un anno d’oro per la musica italiana all’estero. Grazie al tenore pop toscano e alle altre nostre stelle da esportazione (Ramazzotti e Robert Miles in primo luogo, ma anche Pausini, Zucchero e la dance star Gala) il fatturato estero della discografia italiana è salito dai 150 milioni di dollari del ‘95 a circa 200 milioni di dollari nel ‘97. Lo ha rivelato il direttore generale della Fimi, Ernesto Magnani, intervenendo ad un convegno promosso nei giorni scorsi dalla associazione degli organizzatori di concerti Assomusica. Nella stessa occasione Magnani ha ricordato i costi sostenuti dall’industria per il lancio di nuovi prodotti musicali, sottolineando che solo il 25 per cento dei dischi pubblicati sul mercato raggiunge il punto di pareggio.