Ieri Rockol ha pubblicato un commento dell'avvocato Renato Recca, compositore iscritto alla SIAE dal 1946, sulle dichiarazioni rilasciate dal direttore generale della società degli autori, Gaetano Blandini, nel corso di una precedente intervista con la nostra testata. E ora, tramite l'ufficio stampa SIAE, è lo stesso Blandini a scriverci per puntualizzare alcune delle affermazioni contenute in quella lettera. Ecco la sua replica: Ritengo molto importante fornire talune precisazioni circa quanto dichiarato dall’Avv. M° Renato Recca, con una lettera inviata alla Vostra redazione, in ordine ad una mia precedente intervista. 1. Ho fatto il nome dell’Avv. Recca soltanto per riferire a lui, correttamente, l’iniziativa del ricorso contro le norme statutarie della SIAE che all’epoca sancivano la distinzione tra soci e iscritti. Lungi da me l’attribuire all’Avv. Recca la “colpa” di essersi avvalso dei risultati della storica sentenza del Consiglio di Stato del 1992: la situazione che denunciavo era invece quella dei vertici della SIAE dell’epoca, che hanno disapplicato i pronunciamenti del Giudice amministrativo sotto il profilo sistematico, accontentando il solo ricorrente ma non provvedendo a metter mano ad una consapevole riforma del sistema della solidarietà, riforma che avrebbe evitato i rischi di “insolvenza” che l’attuale gestione commissariale ha evidenziato. 2. Il Comitato di studio che ha lavorato per 5 anni alla ricerca di una soluzione alternativa, senza approdare a nulla, è costato alla SIAE oltre € 600 mila e non alla finanza pubblica. E ciò perché la gestione economico-finanziaria della SIAE non rientra nel relativo comparto in quanto la Società non fruisce di finanziamenti, sovvenzioni o altre utilità a carico di bilanci pubblici, tant’è che non rientra tra le amministrazioni e gli enti cui si riferisce la recente riforma della contabilità e finanza pubblica di cui alla Legge 31.12.2009, n. 196. Nelle casse della SIAE non circola neanche 1 centesimo di denaro pubblico, non può tecnicamente configurarsi, quindi, un “danno erariale” e la SIAE non è conseguentemente sottoposta al controllo della Corte dei Conti (anche perché lo ha dichiarato una sentenza, passata in giudicato, del T.A.R. del Lazio dello stesso anno 2009). Gaetano Blandini Direttore Generale Società Italiana Autori Editori