L'Osservatorio Permanente sull'Usura e sulla Criminalità Economica della Camera di Commercio di Milano ha svolto una ricerca sulla pirateria musicale in Italia, dalla quale è risultato che ogni famiglia italiana ha in casa tra il 10 e il 25% di prodotti contraffatti (il che ci pone al secondo posto in Europa, dopo la Grecia), realizzati per lo più a Bari, Napoli, Palermo, Roma, Pescara e Catania. <br>Le maggiori responsabilità di questa situazione peserebbero su Internet, dal quale vengono ogni giorno scaricati tre milioni di file musicali di cui solo il 2% viene pagato. <br>Del resto la pirateria on line è in crescita: si tenga presente che nel mondo vengono contraffatti due miliardi di di brani musicali, pari a un fatturato di quattro miliardi di dollari, ogni anno. Nel 2000 in Italia sono stati sequestrati 155 mila file Mp3 e a livello internazionale sono stati chiusi 15 mila siti ospitanti 3 milioni di file. Il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli ha parlato, in un'intervista rilasciata all'agenzia Ansa, di una sorta di "indulgenza collettiva" nei confronti della pirateria musicale: "il singolo utente che scarica un brano da Internet per fini privati finisce per favorire una cultura dell'illegalità, che ha conseguenze generali ben più gravi".