Si susseguono i pubblici proclami che annunciano l’imminente entrata in funzione del “nuovo” Napster (in edizione ripulita, corretta e a pagamento), ma sulla data ufficiale della rèntree nessuno si sbilancia: neppure Thomas Middelhoff, numero uno di Bertelsmann (la holding tedesca che sostiene finanziariamente il sito americano di “file sharing”, vedi news), il quale, intervenendo alla fiera Babelsburg 2001 a Potsdam (Germania) martedì scorso (28 agosto), ha ribadito concetti e programmi già noti a proposito del futuro della creatura di Shawn Fanning. <br> “Da quella che era un’attività pirata, nascerà un business”, ha detto Middelhoff, garantendo ancora una volta che Napster assumerà una veste legale volta ad assicurare la piena protezione di artisti e produttori. Il manager tedesco, che si è detto convinto del potenziale competitivo di un Napster a pagamento nei confronti dei vari software che consentono lo scambio gratuito di musica in rete, non si è tuttavia pronunciato sui tempi di introduzione del nuovo servizio, forse per evitare brutte figure: lo stesso Middelhoff, infatti, aveva preannunciato all’inizio dell’anno che il debutto della nuova versione sarebbe avvenuto entro il mese di luglio; problemi di installazione della necessaria infrastruttura tecnologica hanno progressivamente spostato la data programmata, che i vertici di Napster e di Bertelsmann collocano ora indicativamente entro la fine dell’anno.