Di Guvera, startup australiana assurta agli onori della cronaca tecno-musicale alla fine del 2010 grazie a un modello di business che si proponeva come una variazione di quello di Spotify (musica gratuita legale in streaming supportata sì dalla pubblicità, ma in formula-sponsorship), si torna ora a parlare per il tentativo della società di raccogliere 50 milioni di dollari di capitali prima di tentare la strada della quotazione al Nasdaq. Guvera, fondata dallo svedese-australiano Claes Loberg (socio alla pari del chairman Darren Herft), ha raccolto in precedenza un finanziamento di 25 milioni di dollari, frazionato tra un migliaio di investitori; il tentativo di portare il capitale a 75 milioni sarebbe propedeutico a una IPO provvisoriamente collocata a metà 2013 e ad assicurarsi solidi contratti di licenza con le major musicali. Allo stato attuale Guvera ha accordi firmati con Emi Muisc e Universal Music, è in fase di negoziazione con Sony Music e si appresta a sedersi al tavolo con Warner Music. In quest'ottica, si segnala la mossa tattca di nominare direttore generale sul territorio americano (dove comunque prevede di spostare il proprio quartier generale nel breve termine) Phil Quartararo, a suo tempo fondatore di Virgin Music America e ex presidente di Warner Music Records. Guvera, fautrice del branded content musicale, lascia trapelare la propria strategia orientata agli Stati Uniti proprio mentre Spotify (anch'essa di origini svedesi, come è noto) annuncia l'imminente apertura dei suoi uffici australiani.