Continua la guerra tra il servizio di musica digitale Grooveshark e l'industria discografica: dopo essere stata citata in giudizio per violazione di copyright dalle major Universal Music, Warner Music e Sony Music, la società americana è nuovamente in causa anche con la EMI. La casa discografica inglese, che con Grooveshark aveva un contratto di licenza, ha fatto ricorso alla Corte Suprema dello stato di New York contestando a Escape Media Group, cui fa capo la piattaforma di streaming, il mancato pagamento di un anticipo di 100 mila dollari su un totale di 450 mila dollari pattuiti in cambio dei diritti a utilizzare il suo repertorio. Siccome Escape aveva versato in precedenza 150 mila dollari (in tre rate, tra il dicembre 2011 e il febbraio 2012), EMI rivendica il pagamento di 300 mila dollari più gli interessi e le spese legali. Completamente diversa la tesi di Grooveshark, che per mezzo di un comunicato stampa sostiene di avere unilateralmente sciolto il contratto "a causa delle insostenibili percentuali richieste da EMI sullo streaming e in pendenza del suo merger con lo Universal Music Group, che noi consideriamo a carattere monopolista e in violazione delle leggi antitrust". La EMI aveva già fatto causa alla società della Florida nel giugno del 2009, giungendo ad un accordo extragiudiziale nel dicembre dello stesso anno; nel 2010 anche una lite con l'associazione delle etichette indipendenti Merlin era stata risolta fuori dalle aule dei tribunali, mentre Grooveshark ha in corso una vertenza con la divisione editoriale della EMI, EMI Music Publishing.