La divisione musicale di Bertelsmann resterà parte integrante del business della holding tedesca, nonostante i conti in rosso dell’ultimo anno resi noti giovedì scorso, 27 settembre, a Berlino (vedi news). <br> Proprio alla vigilia della conferenza stampa tenutasi nella capitale tedesca, l’amministratore delegato del gruppo, Thomas Middelhoff, lo ha confermato al quotidiano finanziario Financial Times: “Bertelsmann – ha detto Middelhoff – è inconcepibile senza BMG”. Il numero uno del colosso mediatico europeo, dopo avere definito “completamente inaccettabili” i risultati conseguiti dalla casa discografica nell’ultimo anno, ha tuttavia smentito le voci di una prossima, radicale riorganizzazione del gruppo: “La ristrutturazione, compresi i licenziamenti, è stata completata e miriamo a un margine di profitto del 5,7 % per il 2002”. L’obiettivo, fanno notare gli esperti di mercato, è assai ambizioso e superiore al 4,7 % registrato nel 2000, il miglior risultato di sempre per Bertelsmann: “Siamo virtualmente esenti da debiti e abbiamo contante a disposizione”, ha replicato il manager tedesco, “il che significa che a differenza di alcuni nostri concorrenti, che con i debiti debbono lottare quotidianamente, possiamo essere molto aggressivi”. <br> I punti cardine della visione strategica di Middelhoff restano dunque immutati: sviluppare l’integrazione e le sinergie tra i “contenuti” in possesso del gruppo (che gestisce ampi interessi editoriali e radiotelevisivi, tramite il gruppo RTL, oltre a quelli musicali) e lavorare in vista di un ingresso in Borsa nel 2003 (Bertelsmann è l’unico grande gruppo del business musicale a non essere ancora quotato). “Avevo due problemi principali, BMG e il Direct Group (la divisione che comprende la libreria on-line BOL e i club del libro, ndr)”, ha detto Middelhoff, “e ora li ho risolti entrambi”.