Raggiunto un accordo extragiudiziale con i principali editori musicali (cui la Web company statunitense ha garantito una cifra complessiva di 36 milioni di dollari, tra anticipi e pagamenti di royalty pregresse, vedi news), Napster torna per l'ennesima volta in tribunale a fronteggiare l'industria discografica. L'appuntamento è fissato per mercoledì 10 ottobre a San Francisco, dove le major musicali converranno per invocare un giudizio sommario che sancisca la colpevolezza del servizio di “file sharing” in materia di violazione dei copyright musicali: tesi naturalmente contrastata dai legali della società californiana, secondo cui dovrà essere il dibattimento processuale a stabilire eventualmente la sussistenza di una posizione di responsabilità oltre all'ammontare dei danni da risarcire (potenzialmente stimati in milioni di dollari). A decidere sulla questione sarà lo stesso giudice, Marilyn Hall Patel, che nel luglio del 2000 (vedi news) aveva in pratica decretato la fine di Napster come servizio di scambio gratuito in rete, emettendo un'ingiunzione preliminare che inibiva al sito la diffusione non autorizzata dei brani di proprietà delle case discografiche.