Messo in difficoltà dalla crisi che ha colpito di recente – e soprattutto dopo gli attacchi terroristici agli Stati Uniti - tutte le principali compagnie aeree del mondo (inclusa la sua Virgin Atlantic), il magnate inglese punta molto sul mercato asiatico e sul suo nuovo “core business”, la telefonia cellulare, per risollevarsi. <br> Branson ha da poco costituito una joint venture nel settore con la SingTel di Singapore, che nell’iniziativa ha immesso la quota più consistente di capitali in vista di un’espansione dei suoi affari oltre i ristretti confini nazionali. Ed è proprio sui mercati asiatici che Branson conta di sviluppare, entro il 2005, metà del suo giro d’affari globale con un investimento previsto – linee aeree escluse– di oltre un miliardo di dollari. Nessuna delle attività che Virgin gestisce nell’area (megastore musicali, negozi di cosmetici, sale cinematografiche) è in vendita, ha precisato Branson, aggiungendo che entro fine anno dovrebbe essere confermato anche il lancio nella regione della sua prima emittente radiofonica.<br> Il fondatore del gruppo Virgin, intanto, non rinuncia a programmi ambiziosi sul fronte delle comunicazioni aeree: in questi giorni ha infatti rivelato al Financial Times di essere in contatto con il governo belga in vista della creazione di una nuova compagnia aerea dopo il fallimento della Sabena. <br> “Come gestore di una società di aerei di linea”, ha detto Branson, “sto cercando di dimostrare che la gente dovrebbe uscire di casa, volare e fare affari invece di restare incollata alla CNN. Altrimenti, quello che ci aspetta è una terribile recessione”.