Condannato a una multa salatissima (675 mila dollari, oltre 527 mila euro al cambio attuale) per avere scaricato illegalmente e condiviso 30 canzoni su Internet, lo studente dell'Università di Boston Joel Tenenbaum si è visto respingere dalla Corte Suprema americana il riesame della sentenza di condanna. Tenenbaum, originario di Providence (Rhode Island), era stato trascinato in tribunale dalla Recording Industry Association of America (RIAA) con l'accusa di file sharing illegale e violazione dei copyright: nel 2009 era stato condannato a un risarcimento danni pari a 22.500 dollari per ciascuna delle 30 canzoni scaricate e condivise illegalmente in rete. Dopo che un giudice federale aveva giudicato la condanna eccessiva e anticostituzionale, la Corte di Appello di Boston aveva confermato la sentenza su istanza di Sony BMG Music Entertainment, Warner Brothers Records Inc. e altre case discografiche rappresentate dalla RIAA, interessata a ottenere una pronuncia esemplare che potesse fungere da deterrente nei riguardi di chi scarica musica senza l'autorizzazione dei titolari dei diritti. Tenenbaum aveva conseguentemente deciso di ricorrere alla massima autorità giudiziaria americana, appellandosi a sua volta all'incostituzionalità della sentenza.