Diminuiscono gli spettatori dei concerti di musica leggera in Italia, secondo i dati Siae relativi ai primi sei mesi del 1997.<br> Nonostante l’aumento nel numero degli spettacoli, passati da 8.023 a 8.463, il numero dei biglietti venduti è calato nel periodo del 2,2 per cento, da 3 milioni 405.695 a 3 milioni 329.822. E non è bastato neppure l’aumento del prezzo medio di ingresso, salito da 24.258 a 24.785 lire, per incrementare il giro d’affari della musica dal vivo, calato dello 0,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (82,5 miliardi complessivi). <br> Non vanno meglio le cose per i locali da ballo e le discoteche, da qualche anno in preda a una flessione lenta ma costante di presenze: la spesa complessiva del pubblico (consumazioni escluse) è passata nel primo semestre ‘97 da 433,2 a 411 miliardi di lire, con un calo del 5,1 per cento.<br> Dati tanto più preoccupanti per gli operatori, se si pensa che contemporaneamente la spesa degli italiani per i divertimenti e lo spettacolo è cresciuta del 3,6 per cento (1,6 punti percentuali in più del tasso di inflazione), ad un totale di 2.359 miliardi complessivi. E se il pubblico ha un po’ snobbato la musica, ha premiato al contrario il cinema (+ 7,9 per cento nella spesa del pubblico: effetto della cura Veltroni?), i videogiochi (291,5 miliardi di lire, + 20,1 per cento) e le manifestazioni sportive (396,3 miliardi di incasso, + 7,7 per cento). Un fatto accidentale o un segnale d’allarme per i promoter italiani?