Sostenendo di interpretare il parere di "molti, non tutti" i colleghi, il responsabile marketing EMI per l'Europa e il resto del mondo Bart Cools ha espresso a un sito Internet australiano, The Music, il suo pensiero circa il programmato passaggio di proprietà della casa discografica inglese a Universal Music. "Sarebbe sciocco dire che non ci pensiamo mai", ha spiegato Cools nell'intervista concessa alla testata online. "Ma dopo lo shock iniziale ci siamo resi conto che sono anni che ci troviamo in questa posizione: Terra Firma, Citibank (Citigroup), Warner, non Warner, forse Warner, e ora Universal". "Credo anche", ha aggiunto Cools, "che tutti, in azienda, si rendano conto che non ha senso starci a pensare 24 ore al giorno perché non c'è altro che possiamo fare se non cercare di fare al meglio il nostro lavoro". Secondo Cools, la EMI è al momento "una società in salute in gran parte dei territori in cui opera, e che produce un certo profitto. Universal, ovviamente, non l'ha comprata per distruggerla. C'è un po' di preoccupazione, ma non troppa. Ci stiamo comportando bene, facciamo quel che dobbiamo fare e ci stiamo sviluppando nel modo giusto". "Dal momento in cui metto sotto contratto un artista", conclude il manager EMI, "ho delle responsabilità nei confronti della sua vita e della sua carriera. Non posso mettermici a giocare e tenere tutto in sospeso solo perché qualcosa potrebbe cambiare da qui a sei o nove mesi, o chissà quando".