A pochi giorni dal lancio in rete (vedi news), MusicNet e Pressplay non sembrano ancora convincere esperti ed osservatori del mercato musicale sulle loro reali possibilità di incidere sulle abitudini degli appassionati di musica. <br> Anche se mancano dettagli precisi sulle modalità di funzionamento dei due servizi di vendita on-line allestiti dalle major discografiche, sembra di capire che nessuno dei due consentirà, almeno in un primo momento, di copiare i file audio scaricati sul computer sui lettori MP3 portatili, venendo così meno a una delle richieste più pressanti dei consumatori, desiderosi di ascoltare la musica prelevata su Internet in qualunque luogo e in qualunque momento. <br> Appoggiandosi a formati “protetti” di compressione dei file come RealAudio e Windows Media Audio (che dovrebbero garantire la tutela dei copyright e il pieno controllo delle operazioni effettuate in rete) in luogo del più diffuso ma pericoloso MP3, le case discografiche impedirebbero di fatto di ascoltare le canzoni vendute via Internet su gran parte del quasi milione e mezzo di lettori portatili MP3 oggi in circolazione negli Stati Uniti, così smorzando sul nascere l’interesse di una fetta sostanziosa di potenziali consumatori (molti dei riproduttori in commercio, infatti, leggono solo file MP3). <br> Per il momento, insomma, la promessa di realizzare una versione legale di servizi flessibili e virtualmente “senza confini” come Napster sembrerebbe non essere stata mantenuta.