Resta in sospeso (auspicabilmente, per poco) l'interminabile vertenza tra il sito californiano e l'industria discografica americana (vedi news): l'ultimo capitolo della querelle, che lunedì scorso, 10 novembre, ha visto le due parti confrontarsi per circa un'ora di fronte a una corte di appello di Pasadena, non ha risolto il nodo centrale della vicenda, e cioè a chi tocchi il compito di sorvegliare gli utenti di Napster per evitare che tra le canzoni scambiate gratuitamente in rete ci siano brani protetti da copyright. I legali della Web company e dell'associazione dei discografici RIAA hanno ribadito nell'occasione le rispettive posizioni: i primi, sostenendo la tesi secondo cui tocca ai discografici identificare con precisione i file (e non i titoli delle canzoni) da bloccare, partecipando attivamente all'opera di “polizia” rispetto a quanto avviene sul sito; i secondi ribadendo il loro atteggiamento di “tolleranza zero” rispetto alle trasgressioni dei copyright perpetrate attraverso il software sviluppato da Napster (che oggi è paradossalmente sostenuta finanziariamente da una major discografica, la tedesca BMG). <br> Per effetto di un'ingiunzione emessa da un giudice di San Francisco che gli impone di bloccare lo scambio non autorizzato di brani musicali su Internet, il sito di Shawn Fanning è praticamente congelato dal luglio scorso (vedi news), in attesa di rilanciarsi come servizio di file sharing autorizzato e a pagamento: la sua piena accettazione da parte dell'establishment musicale, d'altra parte, resta condizionata proprio alla risoluzione della lite giudiziaria con l'associazione dei discografici.