Jean-Bernard Levy, amministratore delegato del gruppo francese Vivendi, ha rassegnato le sue dimissioni dalla società: la sua uscita di scena dalla corporation che possiede, tra le altre cose, la major discografica Universal Music, è stata motivata ufficialmente da "divergenze di opinioni in merito allo sviluppo strategico del gruppo", a seguito di un meeting tra i vertici aziendali tenutosi a Parigi durante il weekend e in cui l'ad sembra essersi confrontato aspramente con il direttore del comitato di vigilanza Jean-René Fourtou (in particolare sul tema del possibile spin-off di alcune società. Levy, 57 anni, ricopriva l'incarico da circa un decennio, mentre dal 2005 era anche presidente del consiglio direttivo Vivendi; in questo ambito verrà sostituito dal direttore affari legali Jean-François Dubos, finora membro del board accanto al direttore finanziario Philippe Capron e allo stesso Levy. Oltre a Universal, Vivendi (nata come società di gestione di servizi di pubblica utilià come l'erogazione dell'acqua e lo smaltimento rifiuti) controlla oggi società del settore media, entertainment e telecomunicazioni quali la pay tv francese Canal +, la casa di videogiochi Activision Blizzard e la telecom SFR. Di recente, e a seguito di risultati trimestrali e proiezioni insoddisfacenti, Vivendi aveva toccato il punto più basso della quotazione in Borsa (19,50 dollari): il gruppo ha preventivato un calo dei profitti del 15 per cento nell'arco del 2011 e un ulteriore declino nel 2013, riducendo di conseguenza i dividendi da 1,40 a 1 euro per azione. I ricavi di Universal Music nel 2011, 4,2 milioni di euro, sono calati del 5,7 % (il 4,6 % a valori correnti) rispetto all'anno precedente, ma nel contempo il margine operativo della società è cresciuto del 7,6 % (8,2 % a valori correnti) grazie alla riduzione dei costi e alla riorganizzazione della società.