Clive Calder, fondatore del piccolo impero musicale che ha trasformato il teen pop di Britney Spears, Backstreet Boys e ‘N Sync nel genere musicale commercialmente più remunerativo di fine anni ’90, è intervenuto pubblicamente per correggere le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da Thomas Middelhoff, numero uno di Bertelsmann, a proposito dei rapporti intercorrenti tra le due società. <br> La casa madre della BMG, secondo quanto rivelato alla stampa dal manager tedesco, starebbe valutando la possibilità di rilevare per intero la proprietà di Zomba, di cui è già azionista (vedi news): ma Calder ha tenuto a puntualizzare che ogni decisione in merito alla vendita del rimanente 80 % della società spetta a lui e al suo consiglio di amministrazione, mentre la società di Middelhoff non può agire autonomamente. L’opzione di vendita in mano alla Zomba, che assegnerebbe alla società un valore da otto a dodici volte superiore al suo fatturato annuo, può essere esercitata nell’arco dei prossimi due anni. I rapporti tra Calder e Middelhoff, al di là dello specifico espisodio, restano comunque cordiali, stando a quanto riportano le fonti internazionali: parlando alla stampa nei giorni scorsi, l’amministratore delegato di Bertelsmann si era premurato di precisare che non avrebbe comunque preso nessuna decisione senza il consenso del socio di maggioranza della Zomba.