Neppure la corsa agli acquisti natalizi (che da soli valgono normalmente almeno un quinto del fatturato annuo dell’industria musicale) sembra avere sollevato le sorti del mercato discografico italiano, stando alle stime elaborate dalla Ac Nielsen che segnalano una perdita secca del 15 % nelle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A frenare l’auspicata ripresa dei consumi (legali) sarebbe stata in primo luogo la calata in massa sul mercato di CD pirata, come dimostrerebbe il numero di falsi sequestrati dalle forze dell'ordine in prossimità del Natale (oltre un milione di copie, il 400 % in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). <br> Ma il crimine organizzato (509 arresti e 535 denunce nel corso del 2001) non sarebbe stato l’unico nemico a cui l’industria legale del disco ha dovuto far fronte in occasione delle festività di fine anno: accanto alla pirateria vera e propria, fa osservare la principale organizzazione di categoria, la FIMI, anche il ricorso a CD masterizzati sta diventando ormai prassi comune in occasione di feste organizzate in case private, nei ristoranti, nelle sale da ballo o in altri locali pubblici. "Tra CD pirata, brani illegali scaricati da Internet, musica di sottofondo in locali pubblici senza che vengano versati i diritti – ha sottolineato il direttore generale dell’associazione, Enzo Mazza – oggi si consuma sempre più musica, ma ben poco finisce a chi la produce e chi la crea".