Un parere assai autorevole contro i CD che incorporano codici di protezione anti-copia è stato espresso nei giorni scorsi nientemeno che dalla Philips, l’azienda olandese che con Sony ha sviluppato nei primi anni ’80 il supporto audio digitale e ne detiene la maggior parte dei brevetti. <br> Gerry Wirtz, che alla Philips ricopre il ruolo di responsabile per l’area copyright, si è dichiarato convinto che i sistemi adottati dall’industria discografica non si riveleranno efficaci nella lotta alla copia digitale. “L’unico loro effetto è di impedire ai consumatori di ascoltare i CD su un discreto numero dei riproduttori che sono regolarmente in commercio”, ha aggiunto il dirigente Philips: “per noi non sono neppure dei CD, ma dei dischi argentati che contengono musica”. <br> Difficile però che la presa di posizione della Philips induca le case discografiche a desistere dai loro programmi: nelle scorse settimane la leader di mercato Universal aveva annunciato la sua intenzione di dotare di software anti-copia tutti i CD di prossima pubblicazione.