Una ricerca a cura di Ofcom, l'authority britannica per le comunicazioni, fotografa bene un aspetto del cosiddetto "digital divide" generazionale: i cittadini britannici di età superiore ai 35 anni trascorrono più tempo all'ascolto della radio, mentre quelli tra i 15 e i 24 anni abbandonano gradualmente i tradizionali canali via etere per ascoltare musica su siti e piattaforme Internet. Secondo la ricerca gli over 35 britannici, nel corso del 2011, hanno ascoltato la radio per una media di 22 ore e mezza a settimana (24 minuti in più che nel 2010), gli utenti di età compresa tra i 25 e i 34 anni si sono fermati a 19,3 ore in media mentre gli under 24 l'hanno ascoltata per 17 ore: un crollo del 22 per cento rispetto a dieci anni fa. In sostanza, mentre gli adulti ricorrono alla radio per l'82 per cento del tempo che dedicano all'ascolto di musica, per gli utenti sotto i vent'anni tale percentuale scende al 56 per cento. Tra i motivi di questo calo di interesse nei confronti del mezzo radiofonico Ofcom cita la popolarità dei lettori Mp3 e di servizi Internet come Soundcloud e Spotify. Quest'ultimo, secondo l'authority, "rimane il servizio di streaming online più popolare, con una crescita annua del 24 per cento".