Da una parte gli organizzatori di concerti, i grossi promoter che acquistano a pacchetti le date italiane delle superstar internazionali e i piccoli impresari che operano su base locale, accomunati da un astio atavico nei confronti dello stato sanguisuga e di funzionari-esattori che battono cassa implacabili per riscuotere i diritti d’autore e l’imposta sugli spettacoli. Dall’altra l’ente incriminato, la Siae, che si difende e contrattacca sostenendo di essere soltanto un intermediario che agisce per conto e interesse altrui (gli autori e lo stato appunto) nella doppia funzione che gli è propria.<br> Un rapporto da sempre conflittuale, una lunga odissea punteggiata di recriminazioni, polemiche, ripicche, interminabili discussioni. <br> Almeno fino ad oggi pomeriggio, 3 marzo 1998, quando direzione generale Siae e Assomusica (l’associazione nazionale dei produttori e organizzatori di spettacoli musicali) hanno annunciato ufficialmente la firma di un importante accordo destinato a regolare le tariffe dei compensi da versare agli autori in occasione degli spettacoli musicali dal vivo, con il duplice obiettivo di garantire il giusto compenso ai creatori delle opere musicali e di non complicare troppo la vita a chi vive di questo mestiere.<br> Tutto risolto, dunque? Non proprio, stando ai commenti a caldo raccolti presso qualche operatore qualificato, che ha definito l’accordo "mediocre" e "poco ambizioso". Ma che comunque tira un sospiro di sollievo pensando che la lunga trattativa con la Siae, avviata nella primavera dello scorso anno, dovrebbe quantomeno servire a mettere ordine in una babele di regole e cavilli spesso intricati e incomprensibili e, auspicabilmente, ad uniformare la disciplina della materia evitando sperequazioni normative e differenze di trattamento sul piano territoriale. Proprio a questo dovrebbe servire la creazione di un comitato paritetico di prossima istituzione (formato da tre membri della Siae e da tre delegati Assomusica), destinato ad ammortizzare e risolvere eventuali conflittualità che dovessero verificarsi fra la Siae e la categoria a livello locale.<br> In un comunicato stampa diramato dalla Siae (che non precisa tuttavia i termini dell’accordo), i portavoce della società degli autori sottolineano che l’intesa annunciata oggi "dimostra come da tempo la politica della Siae sia quella della concertazione e del confronto positivo con tutti gli utilizzatori delle opere (musicali e non) affidate alla sua tutela, al fine di garantire al lavoro degli autori il giusto corrispettivo e, nello stesso tempo, contribuire alla semplificazione degli adempimenti connessi all’attività imprenditoriale di chi produce e organizza la musica dal vivo".<br> Sui contenuti del documento concordato dalle parti, tuttavia, non ci è stato possibile sapere per il momento molto di più (sembra che tra le questioni affrontate ci sia un forte impegno a ridurre il numero dei biglietti omaggio): torneremo sull’argomento nei prossimi giorni, quando ne verranno rivelati i dettagli.