Il primo cittadino della capitale britannica, Ken Livingstone, ha un’ambizione per nulla nascosta: trasformare la metropoli nella culla mondiale della musica, delle arti e delle industrie “creative”. Per raggiungere lo scopo, il sindaco londinese ha lanciato la proposta di una serie di consultazioni con i manager discografici e gli imprenditori dello spettacolo al fine di raccogliere idee, suggerimenti e bozze di progetti destinati ad essere eventualmente implementati nei piani di sviluppo economico che riguardano la città. <br> “I settori industriali creativi”, ha detto Livingstone, “sono il cuore della capitale e rappresentano per Londra una delle sorgenti di crescita economica più significative e a più rapido sviluppo. Il loro futuro stato di salute è di estrema importanza, considerando che questo comparto industriale dà lavoro a 400 mila persone in città”. <br> E proprio alla musica, ha sottolineato Nanette Rigg, incaricata di tenere i contatti con l’industria discografica, spetterà un ruolo di preminenza nei progetti di sviluppo economico pilotati o sostenuti dall’amministrazione comunale: magari è solo propaganda politica, ma per la discografia britannica, già galvanizzata dalle promesse del Parlamento e dalle vendite in ripresa (vedi il successo record dell’esordiente Will Young), sembra davvero tornata la stagione delle buone notizie.