La Digital Domain, società che aveva realizzato l'ologramma di Tupac Shakur presentato la scorsa primavera al Coachella Festival - e che aveva aperto la strada ad una vasta ridda di ipotesi, che, tra le altre, avrebbero visto riportare sui palchi star scomparse come Michael Jackson, Elvis Presley e Jim Morrison e Jimi Hendrix -, ha presentato - come riferisce la CNN - istanza di bancarotta alle autorità americane: l'azienda, attiva da vent'anni, che vede tra i suoi fondatori il regista di "Avatar" James Cameron e tra i suoi clienti i più importanti studi di Hollywood, per i quali aveva lavorato alla realizzazione di blockbuster come "I pirati dei Caraibi", "Transformers" e "Titanic", ha visto le proprie azioni ridursi del 94% dallo scorso maggio a oggi (da 9 dollari e 20 a 50 centesimi), accumulando un passivo di 214 milioni di dollari. Voci su un prossimo tracollo della compagnia erano già circolate la scorsa settimana, quando l'allora amministratore delegato John Textor presentò le dimissioni contestualmente al licenziamento di 320 dipendenti dagli uffici di Port St. Lucie, in Florida. Le attività della Digital Domain dovrebbero comunque proseguire, almeno fino al termine della post-produzione del film basato sul libro di Orson Scott Card "Ender's game", che la Lionsgate - già partner della società per l'iniziativa - ha intenzione di presentare nelle sale il primo novembre del 2013.