La guerra prolungata con le major musicali sta costando cara al sito di Shawn Fanning, e non solo in termini di spese legali e giudiziarie. Il blocco dell'attività legato alle cause pendenti in tribunale e alla difficoltà di coinvolgere le grandi case discografiche nel lancio della sua nuova versione autorizzata e a pagamento (vedi news) stanno incidendo pesantemente sul conto economico della azienda californiana, che si è vista costretta, la settimana scorsa, a licenziare il 10 % del personale. Attraverso un comunicato diramato nei giorni scorsi, l'amministratore delegato di Napster, Konrad Hilbers, ha precisato che la società prosegue le sue negoziazioni con le maggiori etichette discografiche, ma che nel frattempo ha avuto la “necessità di effettuare riduzioni di organico moderate e temporanee”: prima degli ultimi tagli, lo staff della società ammontava a poco più di 100 addetti. <br> Novità sul fronte della vertenza con le major sono attese per fine settimana, con la scadenza del termine concesso dal giudice Marilyn Hall Patel alle case discografiche per presentare una documentazione che ne attesti la proprietà effettiva dei brani messi in circolazione senza autorizzazione dal servizio di file sharing gratuito: se i diritti di proprietà reclamati dalle major non dovessero essere comprovati dai contratti portati in tribunale, l'intero processo intentato a Napster per violazione dei copyright verrebbe smantellato e gli unici soggetti autorizzati a rimetterlo eventualmente in moto sarebbero gli artisti potenzialmente danneggiati dallo scambio gratuito di musica in rete.