La celebre catena britannica di megastore musicali farà il suo ingresso a fine giugno sul mercato azionario londinese, mettendo a disposizione di investitori e risparmiatori una porzione importante del suo capitale (corrispondente, si dice, a circa la metà delle quote sociali). La I.P.O. (offerta pubblica di acquisto) dovrebbe valutare la società a circa 1 miliardo di sterline, 1,6 miliardi di €, e dovrebbe consentire, nei piani della società britannica, di rastrellare sul mercato fino a 600 milioni di sterline (980 milioni di €) destinati a ripianare i debiti e a ripagare le azioni privilegiate. <br> La decisione di ricorrere alla City (invece che a una negoziazione privata) per procurarsi le risorse necessarie a colmare il deficit di bilancio arriva sull’onda di un miglioramento dei bilanci aziendali, favorito da un incremento nelle vendite di CD e DVD e dal risanamento della catena di librerie Waterstone. <br> In conseguenza dell’operazione la major discografica EMI, che controlla tuttora il 42,7 % del capitale, dovrebbe ridurre la sua partecipazione a una quota compresa tra il 20 e il 25 %, confermando così la sua intenzione di disinvestire in quella che non considera più una sua attività strategica, il commercio di dischi e prodotti per l’intrattenimento (il resto delle quote è attualmente suddiviso tra il management aziendale e la società di venture capital Advent, proprietaria del 40,4 %). Il presidente di EMI, Eric Nicoli, ha tuttavia fatto sapere che il suo gruppo intende rimanere “un azionista significativo di HMV anche in seguito alla quotazione in Borsa”.