Vivendi Universal in subbuglio, dopo il licenziamento in tronco del boss di Canal Plus da parte dell'amministratore delegato Jean-Marie Messier. Il brusco allontanamento di Pierre Lescure ha accelerato la frattura tra i vertici del gruppo multinazionale transalpino e i dipendenti della pay-TV, che si preparano ad inscenare una manifestazione di protesta davanti all'Arco di Trionfo, sede dei quartieri generali della società parigina. Ma c'è di più: l'improvviso colpo di mano di Messier ha provocato un'alzata di scudi da parte di numerosi personaggi pubblici e dello spettacolo che, dagli schermi della televisione francese, hanno invitato il pubblico a cancellare i loro abbonamenti all'emittente via cavo. <br> Lo stesso primo ministro Lionel Jospin è intervenuto nella querelle, chiedendo all'autorità di vigilanza radiotelevisiva di indagare sulla vicenda: l'organo governativo ha già raccolto l'appello e intende sentire tanto Lescure che Messier per assicurarsi che Canal Plus tenga fede, in futuro, agli impegni di finanziamento e promozione dell'industria cinematografica francese previsti dalla sua licenza di trasmissione televisiva.<br> Messier, da parte sua, ha giustificato il licenziamento di Lescure con la necessità di ricompattare il management dell'azienda e assicurarle “una rinfrescata”. Ma certo la sua decisione ha rinfocolato ulteriormente le tensioni con l'establishment politico, finanziario e culturale nazionale, dopo che nei giorni scorsi (vedi news) l'amministratore delegato di Vivendi Universal era finito pubblicamente sotto accusa per i deficit di bilancio e il crollo delle quotazioni in Borsa subite dal gruppo (cui fa capo anche la major discografica Universal Music). <br> Il manager francese, intanto, ha già nominato il successore di Lescure: si tratta di Xavier Couture, già direttore del canale televisivo di stato TF1.