Gli artisti che dicono no a Spotify (i casi più eclatanti e chiacchierati restano quelli dei Black Keys e di Taylor Swift) sbagliano, e anche la pratica di far trascorrere del tempo tra l'uscita di un disco nei negozi e la sua disponiblità sui servizi di streaming è controproducente per loro come per le case discografiche. A dirlo è il responsabile del business digitale di Universal Music, Francis Keeling, che sull'argomento, molto d'attualità nel music business, si è espresso ieri sera a Londra intervenendo alla conferenza A Survival Guide organizzata da Music Ally. "Cercare di incorporare il principio delle 'finestre temporali' nel nostro business è un assoluto disastro", ha detto Keeling. "E' la cosa sbagliata da fare e il suo unico risultato è di alienare le fan base". Il manager di Universal si è anche detto favorevole al modello di business gratuito, fondato sul sostegno finanziario degli investitori pubblicitari: "La pubblicità non è un qualcosa di cui dovremmo avere paura. Dovremmo anzi adottarla, e usarla per finanziare molte delle cose che stiamo facendo". Da notare però che non tutti gli artisti Universal sono presenti sulle piattaforme di streaming: tra gli assenti spicca in questo momento il nuovo album di Rihanna, "Unapologetic".