Cybersquatters: vengono chiamati così, negli Stati Uniti, gli abusivi della rete che registrano domini Internet sfruttando un nome popolare per farsi pubblicità e vendere la propria merce attraverso il Web. Scovarli e costringerli a chiudere i siti non autorizzati sta diventando un'attività sempre più frequente per rock star come Sting, Bruce Springsteen, Madonna e Celine Dion, alcune delle quali (ma non tutte) hanno visto ripagati i loro sforzi. Nelle ultime ore si è unita al gruppo anche Alanis Morissette: la cantautrice canadese ha deciso di trascinare in tribunale Russell Smith, gestore di un sito Web il cui indirizzo (www.alanis.net) assomiglia maliziosamente a quello ufficiale dell’artista canadese (www. Alanis.com). <br> Smith, che secondo l’atto di citazione stilato dai legali dell’artista è recidivo e ben noto per le sue truffe on-line, ha risposto all’intimazione di chiudere bottega chiedendo in cambio 10 mila dollari e facendo notare che il sito è inattivo da anni (rimandando però ad altre sue iniziative commerciali on-line). In rete il “cybersquatter” ha anche postato i suoi acidi commenti sulla vicenda. “Alanis è ladra e bugiarda”, ha scritto Smith. “Ma chi se ne frega: a me piace Fiona Apple”.