Slittano ancora i tempi della risposta Rai sulla questione Sanremo, sollevata dall'industria discografica che chiede il rimborso totale delle spese sostenute in occasione della manifestazione come condizione inderogabile per avviare una trattativa sul festival dell'anno prossimo. La FIMI, che rappresenta la maggioranza delle imprese del settore, aveva imposto un ultimatum di 48 ore, in scadenza ieri sera (10 luglio), per essere informata delle decisioni dell'azienda televisiva di stato: che deve comunicare la sua disponibilità o meno a colmare il disavanzo tra il rimborso spese già deliberato dal comune sanremese – 500 mila euro – e le richieste della stessa FIMI, quantificate in 750 mila euro (“Una cifra modesta, come si vede”, sottolinea il direttore generale dell'associazione, Enzo Mazza; “ma quel che conta non è la somma in gioco, piuttosto che le controparti accettino il principio che spetta a loro coprire le spese di partecipazione degli artisti, senza i quali il festival perde significato”). <br> Per ora, però, nessuna comunicazione ufficiale è arrivata da viale Mazzini: Pippo Baudo, che oggi ha incontrato i funzionari di RaiDue per discutere dell'allestimento di “Sanremo è Sanremo”, resta fiducioso che la risoluzione del problema sia questione di ore: “Domani – ha dichiarato stasera a Rockol – spero di riuscire a vedermi con Fabrizio Del Noce (direttore di RaiUno) in modo da sbrigare gli ultimi dettagli della faccenda. Stiamo quantificando i termini del contratto con l'ufficio legale e siamo a buon punto. Ripeto, non c'è problema”. <br>