Sono i Beatles - c’era da dubitarne? - gli artisti più saccheggiati dai pirati del disco. <br> Lo rivelano i dati raccolti nell’archivio dell’unità antipirateria della British Phonographic Industry, l’associazione di categoria dei discografici britannici, che ha “censito” i bootleg in circolazione sul mercato inglese.<br> Secondo l’indagine della BPI, sarebbero in commercio 280 Cd pirata riguardanti registrazioni dal vivo e (soprattutto) di studio dei baronetti britannici, mentre Led Zeppelin e Rolling Stones, al secondo e terzo posto nella graduatoria, conterebbero rispettivamente 251 e 250 titoli non autorizzati.<br> Completano la Top Ten stilata dall’associazione Bruce Springsteen (primo artista non britannico, con 193 titoli), U2 (191), Pink Floyd (163), Jimi Hendrix (154), Eric Clapton (153), Metallica (140) e Grateful Dead (136). <br> La “lista nera” compilata dalla BPI riserva anche qualche sorpresa: scorrendo l’elenco, si evince ad esempio che i pirati dedicano più attenzione a Tori Amos (46 bootleg) che a Peter Gabriel (38) o a John Lennon (37); mentre gruppi come Depeche Mode (97 bootleg) e persino Sisters of Mercy (45) sopravanzano nomi storici come Who, Dire Straits e Van Morrison o superstar del momento come gli Oasis.<br> Per i Cd live pubblicati senza autorizzazione degli artisti, l’associazione britannica ha stilato anche una classifica sulla base del paese di origine dei prodotti illegali: la graduatoria, manco a dirlo, è dominata dall’Italia, da cui proverrebbe il 41 per cento dei live non autorizzati. Al secondo posto, ma nettamente staccata, la Germania (11 per cento), che precede Taiwan (8 per cento), Corea del Sud (6 per cento), Australia, Danimarca e Svizzera (5 per cento ciascuna).