Il numero record (abbondantemente sopra il miliardo) di visualizzazioni di "Gangnam style" su YouTube rappresenta ovviamente un affare senza precedenti per la piattaforma video, per i suoi investitori pubblicitari, per il rapper coreano Psy e per la sua casa discografica: Google, che di YouTube è proprietaria, ha rivelato che il video, il più visto di sempre sul sito, ha già fruttato contratti pubblicitari per oltre 8 milioni di dollari (somma spartita tra tutti gli aventi diritto). Il dato è emerso durante una conferenza con gli investitori in cui il senior vice president e chief business officer Nikesh Arora ha fornito anche altri dati significativi sull'evoluzione della piattaforma: "YouTube", ha detto Arora, "è ben posizionata rispetto alle trasformazioni in corso nelle modalità di fruizione di video e programmi in questo nuovo mondo 'multischermo'. Il nuovo design del sito è focalizzato sui canali, e ciò ha portato a importanti incrementi sotto il profilo dell'engagement. I ricavi dei partner di YouTube sono raddoppiati per il quarto anno consecutivo e sono migliaia, oggi, i canali che ogni anno generano cifre a sei zeri". "Nel 2012", ha aggiunto Arora, "gli spettatori hanno guardato oltre 4 miliardi di ore di video al mese su YouTube, e oggi il servizio è disponibile su oltre 400 milioni di dispositivi mobili, console da videogiochi e connettori PD, oltre che sui desktop". Nel corso del 2012 i principali 100 investitori di YouTube hanno speso sulla piattaforma il 50 per cento in più dell'anno precedente, mentre tra i Top 25 la spesa media annua è di 150 milioni di dollari (grazie agli spot in formato "TrueView" che permettono agli utenti di decidere se e quando vedere le inserzioni pubblicitarie, agenzie e imprese pagano solo i messaggi che effettivamente raggiungono gli spettatori). L'amministratore delegato di Google Larry Page ha invece voluto soffermarsi sui successi del servizio di musica digitale Google Play: "La crescità è spettacolare" ha detto, ricordando tra i contratti firmati di recente quello con Warner Music. "Oggi forniamo contenuti di tutti i maggiori studi cinematografici di Hollywood, di tutte le maggiori etichette discografiche e di tutti i maggiori editori di riviste e giornali. E non abbiamo neanche raggiunto il primo anno di vita".