Griffe e marchi di abbigliamento al posto delle case discografiche. Secondo Mark Hoppus, vocalist e bassista dei Blink-182, il futuro del music business e dei gruppi musicali passa per i finanziamenti di munifici sponsor con soldi da investire nel "marchio", nell'immagine e nei progetti musicali degli artisti. "L'influenza attuale che i brand esercitano sugli artisti è una cosa che si vedrà sempre di più nel prossimo futuro", ha detto Hoppus durante un intervento al Midem di Cannes in corso in questi giorni. "A causa del crollo delle case discografiche e della loro mancanza di fondi da investire ci saranno gruppi che si faranno sponsorizzare registrazioni e album, e a pubblicarli e finanziarli saranno ditte come Levis o Gap. Succederà sempre più spesso, dal momento che le band dovranno rivolgersi altrove, piuttosto che alle tradizionali case discografiche, per trovare le risorse necessarie". I Blink-182 non sono nuovi a questo tipo di relazioni commerciali, essendosi fatti sponsorizzare i tour da marchi come Hurley e Billalong e avendo collaborato con aziende come Honda e la società di telecomunicazioni AT&T. Hoppus e i suoi compagni di band Tom Delonge e Travis Barker hanno creato a loro volta delle linee di abbigliamento personalizzate. Sciolto il legame con la Interscope e diventato indipendente, il trio californiano ha pubblicato sotto Natale un EP intitolato "Dogs eating dogs", disponibile in vari formati che al disco allegavano magliette e felpe, oltre a cartoline natalizie, carte da regali e poster.