E' morto a Santa Barbara, California, l'uomo che rivoluzionò i contratti discografici ed editoriali nell'epoca d'oro del music business garantendo ad artisti e autori di canzoni anticipi e royalty mai visti prima. Così Billboard ricorda David Braun, avvocato esperto in entertainment e materie musicali che per un breve periodo, tra il 1981 e il 1983, fu anche amministratore delegato della PolyGram. Cresciuto nel Bronx newyorkese come garzone di bottega nel negozio di dolciumi gestito dal padre, si era laureato in legge e in materie umanistiche iniziando la carriera professionale presso lo studio legale Pryor, Cashman & Sherman e specializzandosi inizialmente nel settore televisivo. Il suo ingresso nel music business avvenne in un momento cruciale quando Albert Grossman, manager di Bob Dylan, decise di affidargli la rappresentanza legale del giovane cantautore del Minnesota. Da lì la sua carriera di avvocato musicale spiccò il volo e Braun finì per curare gli interessi di Peter, Paul & Mary, di Judy Collins, della Band (fu anche coproduttore del concerto "The last waltz" accanto a Bill Graham), di George Harrison durante i delicati negoziati conseguenti allo scioglimento dei Beatles (i due appaiono insieme in una sequenza del film di Martin Scorsese "Living in the material world") e di Michael Jackson ai tempi di "Thriller", mentre Neil Diamond, un altro dei suoi clienti, aveva ricordato pubblicamente, qualche anno fa, che "Braun mi aveva insegnato che si può essere seri e divertirsi nello stesso tempo". Alla sua scuola si sono formati alcuni dei più celebri avvocati musicali della generazione successiva come John Branca. Braun, che aveva avuto un ruolo essenziale anche nella fondazione della Rock and Roll Hall of Fame, aveva 81 anni ed era malato da tempo: gli sopravvivono la moglie Merna e tre figli tra cui Lloyd, già presidente di ABC Entertainment e capo del Media Group di Yahoo!