Pare che stavolta Napster, la tribolata comunità on line dedita al file sharing, abbia davvero i giorni contati: la società telematica ha infatti licenziato gli ultimi 42 dipendenti rimasti in forze dopo che il giudice Peter Walsh, del tribunale fallimentare di Delaware, ha rifiutato alla Bertelsmann il diritto di rilevare lo storico network digitale, salvandolo così dalla bancarotta. La ragione del rifiuto sarebbe da imputare ad un possibile conflitto d'interesse che vedrebbe come protagonista l'amministratore delegato di Napster Konrad Hilbers, che - in caso di cessione - si vedrebbe diviso tra le due compagnie. La Bertelsmann avrebbe acquistato le rimanenti quote di Napster per 8 milioni di dollari, che andrebbero ad aggiungersi agli altri 85 milioni già versati dalla major (vedi News). Ulteriori dettagli sulla vicenda emergeranno, con ogni probabilità, nei prossimi giorni; per ora, fa fede il messaggio che occupa l'home page all'indirizzo www.napster.com: una desolata insegna recitante "Napster era qui" subito seguita da un epitaffio al celeberrimo logo della on line community, intitolato "Ded kitty".