Proteggere i teen ager dalla musica “per adulti” per ricevere protezione contro i pirati informatici. E’ il do ut des che i legislatori americani propongono all’industria discografica, alla disperata ricerca di appoggi politici e di strumenti normativi più efficaci contro il dilagare della musica illegale on-line. <br> Per la prima volta, l’establishment di Washington ha messo in diretta relazione due delle questioni che più infiammano il dibattito sul futuro dell’industria musicale nel paese. Per garantirsi un supporto istituzionale nella lotta alla pirateria musicale su Internet, le case discografiche dovranno garantire una politica più seria di tutela dei minori nei confronti dei messaggi “espliciti” a base di sesso, violenza e turpiloquio contenuti in certi dischi di rock e hip-hop. “Sono d’accordo con voi quando dite che rubare musica è un reato ed è immorale; ma lo è anche rendere disponibili ai minori prodotti destinati ad un pubblico adulto”, ha detto il deputato repubblicano John Shimkus ai rappresentanti delle case discografiche USA che martedì scorso (1 ottobre) sono intervenuti ad un’udienza parlamentare sul tema. E la sua non è una voce solitaria. L’autorevole presidente della commissione per il Commercio Billy Tauzin, anch’egli repubblicano, ha implicitamente sottoscritto le parole di Shimkus: Washington non si muoverà in difesa della discografia senza ricevere niente in cambio.