Prima le dimissioni dall’Univideo (l’associazione di categoria dei produttori video), dove ricopriva l’incarico di segretario generale dall’anno della costituzione, il 1984. E ora il divorzio dalla FIMI, dopo 20 anni trascorsi nelle alte sfere delle associazioni di categoria dell’industria discografica, prima all’AFI, e poi - dopo la diaspora delle multinazionali nel 1992 - appunto alla direzione generale della Federazione Italiana dell’Industria Musicale. <br> Il mandato di Magnani scadrà il prossimo 30 giugno; dopo di che il direttore generale dimissionario abbandonerà per “dedicarsi alla libera professione”, come informa uno scarno comunicato stampa diffuso il 30 aprile 1998 dalla stessa FIMI.<br> Magnani è stanco e appagato dopo tante battaglie o è la prima vittima di una stagione non troppo felice per le major discografiche, colpite pesantemente (nell’immagine, più ancora che nel portafoglio) dalla sentenza dell’Antitrust?<br> Fatto sta che il suo abbandono coincide con una fase cruciale nella vita della federazione, che proprio in giugno è chiamata a rinnovare i suoi organi di vertice e il suo presidente e a definire le strategie per il prossimo futuro.