Storia di un tonfo annunciato. Il crollo delle vendite di dischi nel mondo, ormai, non fa più notizia ed è con preoccupante assuefazione che ci accingiamo a riferirvi dei dati appena diffusi dall’IFPI, l’organizzazione mondiale dell’industria discografica, a proposito dei risultati collezionati nei primi sei mesi dell’anno: i quali, in linea con l’andamento già noto dei principali mercati, parlano di un’ulteriore, netta e generalizzata – anche nei paesi in via di sviluppo - flessione dei consumi (- 11,2 %, in numero di pezzi) e dei fatturati (- 9,2 %). <br> Sul viale del tramonto vanno a braccetto tutti i supporti tradizionali (CD album, - 7 %; singoli, - 17 %; cassette, - 31 %), penalizzati da un concorso di cause ormai arcinote: pirateria, musica gratuita su Internet, recessione economica, concorrenza di prodotti alternativi come telefonini, giochi per computer, DVD Video; mentre crescono – ma nell’ambito di una “nicchia” ristretta del mercato – solo le vendite di supporti nuovi come DVD-Audio, Super Audio CD e DVD musicali (questi ultimi contano già per il 63 % delle vendite di video musicali in Gran Bretagna e per il 75 % in Germania). <br> La debacle investe tutti i paesi principali, dagli Stati Uniti al Giappone (che insieme rappresentano oltre il 50 % del mercato mondiale: fatturati in calo del 6,8 e del 14,2 % rispettivamente) fino all’Europa occidentale (- 7,5 %, contro il –9,6 % dell'Italia): con l’eccezione della Francia, isola felice (e il caso andrà studiato con maggiore attenzione) capace di crescere in giro d’affari di un altro 5,2 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e di strappare il quarto posto in graduatoria alla Germania, una delle vittime principali della crisi. Per il resto, deboli segnali di ripresa – che fanno, questi sì, notizia – si registrano in Svezia (+ 0,7 %), a Singapore (+ 3,8 % in termini di pezzi venduti, in un contesto asiatico di forte recessione, - 20,4 %), in Brasile (+ 18, 7 %, sempre in unità) e in Cile (ma qui giocano soprattutto fattori macroeconomici): mercati, non a caso, caratterizzati da una forte presenza di repertorio locale, uno dei pochi volani in grado di far “girare” ancora i mercati. <br> Come reagire? L’IFPI fa buon viso a cattivo gioco, confidando negli album di Elvis Presley, Rolling Stones, Coldplay, Shakira e Shania Twain, tra gli altri, per risollevare la testa nel secondo semestre, tradizionalmente più importante del primo (60 % circa delle vendite) quando si tratta di fare i conti complessivi di fine anno. Ma se la musica legale on-line non decolla e la copia selvaggia continua di questo passo….