Universal ancora imprendibile: secondo le cifre per l'anno 2001 diffuse in questi giorni dalla federazione internazionale dell'industria discografica, IFPI, la multinazionale musicale di proprietà Vivendi ha di nuovo distanziato la concorrenza crescendo ulteriormente in termini di quota di mercato mondiale, passando dal 22,9 % del 2000 al 23,5 % dell'anno scorso (e la percentuale tocca anche il 30 % e oltre in alcuni mercati leader). Alla Sony Music, seconda classificata, non è bastato incrementare a sua volta la market share (da 14,4 a 14,7 %) per impensierire il colosso franco-americano, lanciato alle stelle dai successi 2001 di Andrea Bocelli, Shaggy e della “newcomer” Nelly Furtado. La classifica delle case discografiche più potenti del mondo prosegue con la EMI al terzo posto (quota di mercato del 13 %, in calo di mezzo punto) davanti a Warner (dal 12 all'11,8 %) e BMG, ultima tra le major (8,2 %) a dispetto della spinta impressa da “nuovi talenti” come Dido, Pink e Alicia Keys. <br> Insieme, informa l'IFPI, le cinque sorelle conservano una fetta stabile del mercato mondiale, 71,2 %: ma il loro peso resta decisamente maggiore sui mercati più importanti, Stati Uniti (76,3 %), ed Europa (77,9 %).