E’ ancora tempo di miracoli, per l’invidiatissima industria discografica transalpina. I dati appena diffusi dalla locale associazione di categoria, SNEP, confermano infatti la permanenza di un’ “eccezione francese” nel contesto di uno scenario mondiale che vede le vendite di dischi crollare un po’ in tutto il mondo: Oltralpe, invece, il consumo di musica registrata sembra non conoscere soste con una crescita del 10,6 % in valore (840 milioni di euro) e dell’8,8 % in volumi nei primi nove mesi del 2002. <br> L’allargamento del mercato riguarda tanto gli album (75 milioni di unità, + 7,6 %) che i singoli (tornati ai livelli di quattro anni fa: + 11,7 %, 29,4 milioni di pezzi). Merito, ancora una volta, della popolarità e del peso commerciale degli artisti locali, che presidiano interamente, finora, la Top 10 degli album più venduti dell’anno con la sola eccezione di “A new day has come”, l’album in lingua inglese della canadese (francofona) Celine Dion: Renaud, Patrick Bruel, gli interpreti di Star Academy (una specie di “Operazione Trionfo” locale), Enfoirés e Indochine occupano le prime cinque posizioni, mentre sono di origine francese anche sette dei dieci singoli più venduti. Non basta neppure questo, però, a sgomberare il campo dai timori che si addensano, anche Oltralpe, per il futuro dell’industria musicale: commentando i dati, il direttore generale della SNEP Hervé Rony ha espresso forte preoccupazione per il recente accordo tra il sito di file sharing KaZaA e il provider Internet italiano Tiscali (vedi news) che, a suo dire, “permetterà alla gente di scaricarsi gratuitamente interi album da Internet”.