Colpo grosso della polizia inglese e olandese, affiancate in joint venture in un’operazione antipirateria con ramificazioni internazionali: da una serie di raid condotti nei Paesi Bassi e nell’Inghilterra sud-orientale è spuntato fuori un piccolo tesoro nascosto, cinquecento nastri a bobina dei favolosi quattro contenenti le incisioni originali delle celeberrime “Get back sessions” del 1969, scomparse quasi subito dalla circolazione per poi riaffiorare su innumerevoli bootleg cercati e scambiati con avidità dai collezionisti. Si tratta delle prove e delle “take” di studio realizzate per il film “Let it be”, che i Beatles registrarono tra il 2 e il 31 gennaio del 1969 in due diverse location (gli studi cinematografici Twickenham e i quartier generali dei Fab Four,la Apple di Savile Row) mentre si preparavano per una serie di concerti che non ebbero mai luogo (a parte la leggendaria esibizione sui tetti della Apple): sono centinaia di ore di nastro che le forze dell’ordine hanno rinvenuto nei covi dell’organizzazione clandestina internazionale dedita alla produzione e commercializzazione dei dischi “pirata”, e che finora erano stati pubblicati solo in piccola parte sul mercato legale, nel film “Let it be” e nell’omonima colonna sonora. <br> A far scattare le indagini, promosse dalla British Phonographic Industry e dall’organizzazione mondiale dei discografici IFPI, era stata la recente intercettazione, nel circuito clandestino, di una nuova ondata di bootleg contenenti quel materiale. Sei persone sono state arrestate con l’accusa di furto e ricettazione di merce rubata, mentre le indagini sono ancora in corso. <br>