Sempre più incerto il futuro dei negozi Fnac di Milano, Torino, Verona, Genova e Napoli, dopo che il Tribunale Fallimentare di Milano ha vietato l'afffitto del ramo d'azienda e il passaggio dell'attività commerciale a Trony rinviando ai commissari liquidatori le decisioni da prendere in merito: a questo punto, secondo quanto scriveva ieri La Stampa.it, la soluzione più probabile sembra essere l'indizione di un'asta. A fine aprile Dps Group, titolare dell'insegna Trony, aveva annunciato di avere raggiunto un accordo con il liquidatore di Fnac Italia Matteo Rossini per rilevare i cinque punti vendita più importanti della catena, ma - scrive Elena Masuelli sul sito de La Stampa - "il 30 maggio scorso a Roma durante l'incontro al ministero del Lavoro per ottenere gli ammortizzatori sociali, era emerso che mancava della documentazione e che formalmente il subentro non era stato perfezionato, quindi che non era operativa la nuova proprietà". Richiesta ulteriore documentazione, il giudice fallimentare ha approvato la richiesta di concordato preventivo avanzata dalla società a febbraio negando tuttavia la validità degli accordi presi con Dps/Trony. Nelle scorse settiman, i punti vendita Fnac ancora operativi in Italia avevano messo in atto operazioni di svendita per svuotare i magazzini, bloccando i riassortimenti in attesa della conversione dei negozi a nuove configurazioni commerciali più orientate alla vendita di prodotti di elettronica di consumo (com'è nel dna di Trony). Ma ora, a quanto sembra, è tutto da rifare. Anche per i dipendenti, che Trony si era impegnata a conservare interamente in organico attivando, per il personale eccedente rispetto ai suoi piani, una cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione.