Gli utenti di YouTube che alimentano il portale con il cosiddetto "user-generated content" hanno ora la possibilità di arricchire i loro video con più di un centinaio di brani strumentali messi a disposizione a costo zero dalla piattaforma. Il catalogo gratuito, battezzato YouTube Audio Library, verrà progressivamente ampliato con altri brani liberi da diritti e da obblighi di versamento delle royalty. Intanto, la Web company ha fatto sapere che l'opzione di accesso a pagamento ai contenuti, finora concessa solo ad alcuni partner qualificati, verrà estesa in autunno a qualunque canale che conti più di 10 mila iscritti. I creatori di opere con oltre 5mila iscritti, invece, hanno da subito la possibilità di accedere a una "dashboard" che mostra chi sono i visitatori più assidui, che cosa guardano e a quali altri canali risultano abbonati (un contatto diretto con i fan è possibile attraverso il social network Google+). Sempre in tema di YouTube, arriva la notizia che Audiam, nuova start up dei fondatori di TuneCore Jeff Price e Peter Wells che offre agli artisti indipendenti uno strumento per individuare e "monetizzare" gli utilizzi della loro musica da parte di terzi sulla piattaforma, ha già raccolto finanziamenti per mezzo milardo di dollari. "YouTube è un'opportunità pronta ad esplodere per i musicisti", ha spiegato a Billboard l'angel investor (e direttore operativo di TuneSat) Chris Woods. "L'anno scorso ha sviluppato un fatturato pubblicitario di 4 miliardi di dollari, che salirà a 5 quest'anno. C'è bisogno di una società che come Audiam si curi degli interessi dei musicisti indipendenti che non hanno le risorse per monitorare personalmente i contenuti e i video che fanno uso della loro musica".