Volendo utilizzare una metafora bellica, fu lui il generale che - negli anni Sessanta - riuscì per primo ad invadere con successo gli Stati Uniti con le sue non numerose - ma sceltissime - truppe, dando origine a quel fenomeno poi battezzato dagli storici della musica contemporanea come british invasion: Sid Bernstein, promoter che a metà degli anni Sessanta portò band britanniche come Beatles, Kinks e Rolling Stones a spopolare sui palchi d'oltreoceano, è scomparso ieri all'età di 95 anni. Fu lui, nel 1965, a portare i Fab Four (ai quali l'anno precedente organizzò la prima tournée statunitense, che portò il quartetto di Liverpool anche sul palco della Carnegie Hall, nella Grande Mela, per una delle apparizioni live più celebri nella storia del gruppo) ad esibirsi allo Shea Stadium di New York, esibizione poi passata alla storia anche come prima performance di una band ad essere ospitata da una struttura dedicata all'attività sportiva di tali proporzioni: negli anni, oltre a lavorare con la formazione guidata da John Lennon e Paul McCartney, Bernstein curò gli interessi dal vivo anche di altri campioni del rock battente la Union Jack come - tra gli altri - Rolling Stones, Kinks e Animals, senza dimenticare anche stranieri come gli ABBA (fu lui l'organizzatore della loro prima tournée negli USA) e esponenti di spicco del panorama americano come Jimi Hendrix, James Brown, Frank Sinatra e Ray Charles. "Il segreto del mio successo è sempre stato quello di aver amato la buona musica e la gente", ha scritto lui nell'ampia biografia pubblicata sul suo sito ufficiale: "Gli attori del live promoting odierno non sono in questo settore per ragioni artistiche: adesso quello che conta è fare più soldi possibile con un concerto. E questo può anche starci: capisco che viviamo in una società capitalista. Penso tuttavia che l'aspetto artistico della faccenda si sia perso. Non dovrebbe trattarsi solo di soldi. Dovrebbe trattarsi di amare il lavoro che si fa". La british invasion conobbe il suo culmine l'8 maggio del '65, quando nelle prime dieci posizioni della Billboard Top 100, classifica dei brani più popolari negli USA, l'unica canzone registrata da una band americana fu "Count me in" di Gary Lewis & The Playboys, preceduta da "Mrs. Brown you've got a lovely daughter" degli Herman's Hermits e inseguita da - tra le altre - "Ticket to ride" dei Beatles (terza), "Game of love" di Wayne Fontana & The Mindbenders (quarta), "I know a place" di Petula Clark e "The last time" dei Rolling Stones (nona).