Il 16 marzo 1999 ha segnato la nascita di una nuova etichetta discografica italiana dedita alla rete, la FreeRecords, basata su una struttura di produzione e distribuzione musicale operante prevalentemente in rete con la partnership tecnologica del service provider Galactica. "Avvalendosi di un’esperienza nel settore musicale ed in quello informatico maturata nel corso di oltre un decennio", recita il comunicato ricevuto dalla redazione di Rockol, "e dopo un attento studio dei plausibili scenari sui quali il mercato discografico muove i primi passi, la FreeRecords si pone l’obiettivo di:<br> · liberare il pubblico dai costi proibitivi di acquisto cd, musicassette e affini; <br> · liberare i musicisti dagli stretti colli di bottiglia della distribuzione tradizionale; <br> · liberare la musica dal fenomeno dilagante della pirateria telematica. <br> La FreeRecords intende raggiungere questi obiettivi, come afferma Claudio Messora – Direttore Creativo e Fondatore di FreeRecords -, "consentendo il prelevamento gratuito dei suoi brani al pubblico, disincentivando in questo modo la pirateria musicale, senza rinunciare però alla remunerazione di royalties degli artisti basata sul quantitativo di prelevamenti sviluppato. I tempi sono ormai maturi per ricavare dal mercato pubblicitario il necessario sostentamento". Tra i primi artisti che hanno aderito all’iniziativa FreeRecords Ronnie Jones (‘Rock your baby’), Nexy Lanton (100.000 copie di ‘You too’), i Blue Ocean (‘Whales’, decine di licenze in tutto il mondo).