Ray Dolby, pioniere dell'innovazione nella riproduzione audio e fondatore, nel 1965, dei Dolby Laboratories, è morto nella sua casa di San Francisco all'età di 80 anni: l'imprenditore e ricercatore, nato a Portland, in Oregon, era affetto da morbo di Alzheimer, aggravatosi negli ultimi tempi a causa di una leucemia fulminante. Da sempre appassionato di audio, Dolby - solo sedicenne - trovò il primo impiego alla Ampex: dopo aver preso un dottorato in fisica all'università di Cambridge, nel '61, venne chiamato dall'autorità britannica per l'energia come consulente, per poi diventare funzionario delle Nazioni Unite in India. Dopo aver fondato i suoi Dolby Laboratories a Londra, Ray decise di spostare la sua attività negli USA, a San Francisco, dove ancora l'azienda occupa una posizione di leadership nel settore della riproduzione audio: apprezzato soprattutto in ambito cinematografico - l'ultima creazione della casa, elaborata in funzione dell'ultimo capitolo della saga de "Lo hobbit", è il Dolby Atmos, sofisticatissimo sistema a 64 speaker - il suo lavoro fu comunque fortemente connesso anche al mondo musicale, soprattutto per quanto riguarda il sistema surrond, capace di affascinare generazioni di audiofili da Pink Floyd e Peter Gabriel in poi. Considerato da Forbes come uno dei 400 personaggi più ricchi del mondo grazie ad un patrimonio personale di due miliardi e mezzo di dollari, Dolby ha lasciato una società - che oggi, alla sua morte, sui mercati azionari ha limitato le perdite ad un modesto -0.19% - in ottimo stato di salute, che solo lo scorso anno ha fatto registrare un utile di 900 milioni di dollari, tale da essere costretta a staccare una cedola supplementare ai propri azionisti.