La causa che vede diverse case discografiche battagliare in tribunale contro la piattaforma video di "user generated content" Vimeo (uno dei 130 siti più trafficati degli Stati Uniti) può proseguire: lo ha deliberato il giudice federale di New York Ronnie Abrams respingendo il ricorso con cui la società (controllata dalla IAC di Barry Diller) aveva cercato di difendersi appellandosi alle disposizioni del Digital Millennium Copyright Act americano che esonerano gli Internet service provider dalla corresponsabilità per le violazioni di copyright commesse dagli utenti fino a quando non ne vengano a conoscenza. La vertenza risale al dicembre del 2009, quando la Capitol Records e altre etichette citarono in giudizio Vimeo dopo avere verificato la presenza non autorizzata sul sito di registrazioni di artisti quali Beatles, Beach Boys, Radiohead, Daft Punk Beyoncé. Secondo Abrams la linea difensiva adottata dalla società non vale per 55 dei 199 video oggetto del contendere, dal momento che in essi sembra accertato un coinvolgimento diretto di dipendenti della società responsabili del "caricamento" non autorizzato sulla piattaforma e della promozione della diffusione del materiale. Il giudice ha respinto una parte dei reclami avanzati dai discografici (in particolare in relazione ai sistemi di prevenzione e punizione adottati da Vimeo nei confronti dei file sharer illegali, giudicando sufficientemente adeguate le metodologie adottate), ma ha comunque disposto che la causa di merito può procedere. E', questa, la seconda vittoria parziale conseguita in un mese dalle industrie del copyright contro i service provider, dopo quella ottenuta dall'associazione degli studios cinematografici MPAA contro il cyberlocker Hotfile.